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Relazioni - gioco al cioccolato 2026

Una riflessione sul valore del legame con l’altro. Un invito a riconoscere come ogni relazione si compia pienamente solo attraverso l’ascolto, la comprensione e la cura reciproca. Una rottura che interrompe il dialogo con sé stessi, in un mondo sempre più incline alla chiusura, sordo alla comprensione dell’altro.

Il piatto si compone di quattordici assaggi e racconta il tema delle relazioni attraverso il linguaggio del gusto.

La scossa sensoriale

Si inizia con Sberla, un elemento che intende richiamare l’attenzione sia attraverso la forma, sia attraverso i sapori. Quando entra in bocca sembra un cucchiaio, un oggetto familiare, solo dopo si scopre che è costruita come una mano, una presenza inattesa che cambia la percezione e amplifica la sorpresa.

L’effervescenza, le note agrumate e un’acidità spinta si intrecciano a una freschezza balsamica. Il calore dell’aria e il gelo del gin si alternano e si sovrappongono, generando una successione di contrasti e reazioni. Un elemento capace di scuotere il palato, riaccendere i sensi e riportare l’attenzione al momento presente.

L'introspezione

Subito dopo arriva Intro.verso un cucchiaio di legno rivolto verso il basso, pensato per custodire ciò che contiene e sottrarlo allo sguardo. L'assaggio avviene esplorando a uno a uno gli incavi con la lingua, alla ricerca dei diversi gusti nascosti.  Un invito a riflettere su una dimensione profondamente personale dell'esperienza. Pur condividendo lo stesso tavolo e lo stesso momento, l'attenzione si concentra su sé stessi, in un gesto quasi centripeto.

Un esercizio semplice e giocoso che invita a osservare la natura delle relazioni e la possibilità di trovare equilibrio attraverso l'ascolto reciproco.

La relazione

La seconda parte del gioco apre alla dimensione della relazione. Un filo collega i commensali e rende tangibile ciò che accade. Attraverso le posate, ogni movimento viene percepito da chi è seduto accanto, anche senza parlare, ogni gesto genera una reazione, ogni azione trova un riflesso nell'altro. Durante la degustazione si sperimentano tensione, armonia, resistenza, complicità. Ci si accorge che l'unico modo per procedere con naturalezza è abbandonare l'istinto individuale e accordarsi al ritmo di chi ci sta di fronte. Mettersi nei panni dell'altro diventa così non solo una riflessione, ma una necessità concreta.

Anche i materiali contribuiscono a definire il carattere del gioco. Il legno delle posate e degli strumenti restituisce una sensazione di calore e vicinanza, mentre le consistenze accompagnano il tema del legame attraverso elementi che si sciolgono lentamente, si trattengono, oppongono una lieve resistenza o invitano a essere esplorati.

La ricerca

Attraverso il gioco, Massimiliano, insieme a Massimiliano Zampini, professore di Scienze Cognitive al CIMeC - Università di Trento, ha proseguito la sua ricerca sulla multisensorialità dando vita ad un assioma: il gusto non nasce solo nella bocca, ma coinvolge l'intero corpo.

In questo caso attraverso il tatto esploriamo il mondo, riconosciamo ciò che ci è familiare, costruiamo ricordi e relazioni. Ogni superficie, ogni consistenza, ogni temperatura genera una risposta che precede le parole e coinvolge il corpo prima ancora della mente.

Ciò che percepiamo nasce dall'incontro continuo tra il nostro mondo interiore e ciò che ci circonda. Una ricerca costante di equilibrio, appartenenza e rassicurazione, come il ricordo lontano di una protezione originaria che ciascuno di noi ha conosciuto per la prima volta nel grembo materno e che il corpo continua a custodire.