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Il restauro del quadri

I fratelli Alajmo, insieme al designer francese Philippe Starck, affidano la direzione del progetto all’architetto ed ex rettore dello IUAV Marino Folin, che ha coordinato le migliori maestranze veneziane sotto la supervisione della Soprintendenza di Venezia.

La chiave di lettura alla base dell’intera operazione è data dal fenomeno dell’acqua alta a cui i fratelli Alajmo scelgono di attribuire un ruolo centrale. L’acqua, con il suo passaggio, lascia segni e diventa così parte attiva e viva della storia del locale.

L'ottone

Fonderia Valese

Per le gambe dei tavoli, il bancone della reception e tutte le superfici a contatto con il pavimento del piano terra è stato scelto l'ottone naturale non verniciato. Un materiale volutamente esposto all'azione dell'acqua alta: ossidandosi nel tempo, le sue variazioni di colore diventeranno una mappa visibile delle maree, stratificando sulla superficie il segno di ogni evento.

L'insegna in ottone, realizzata dalla Fonderia Valese, sintetizza questo concetto in un'unica immagine: la parte inferiore è già ossidata, a evocare il piano terra perennemente soggetto all'acqua alta; quella superiore è lucidata, a rappresentare il ristorante al primo piano intoccato dal fenomeno.

Gli stucchi

Anna de Spirt e Adriana Spagnol

Al piano terra, negli ambienti del Quadrino e del Gran Caffè Quadri, il restauro effettuato da  Anna de Spirt e Adriana Spagnol ha avuto connotazioni più conservative e risvolti complessi.

L’obiettivo è stato quello di recuperare i decori degli inizi del ‘900 e anche della seconda metà dell’800, eliminando i sostrati accumulatisi nel corso del tempo. L’imponenza degli interventi ha portato la squadra a lavorare anche di notte.

Il restauro del Quadri rappresenta un punto di incontro tra conservazione e visione contemporanea.

I tessuti

TESSITURA BEVILACQUA

Al primo piano, dove si trova il Ristorante Quadri, l’influenza di Starck è evidente nei decori e nel recupero dei dettagli architettonici originari. La prima cosa che si nota è il tessuto che riveste le pareti, opera della Tessitura Bevilacqua e ridisegnato da Philippe Starck, che ha reinterpretato in chiave contemporanea il più antico disegno dell’atelier veneziano, aggiungendo humor all’idea di tradizione e qualità.

I volti dell’epoca sono stati sostituiti da quelli dei fratelli Alajmo in un motivo che si ripete, perdendosi e mimetizzandosi nella grandezza delle pareti. Astronavi e satelliti si confondono e rappresentano i moderni mezzi di trasporto al posto di carrozze e gondole.

Il lampadario

Aristide Najean

Al grande lampadario Rezzonico, in vetro di Murano degli anni ’30, completamente restaurato,  è stato affiancato un nuovo lampadario che ne riprende le stesse dimensioni e stile con l’aggiunta di dettagli in vetro colato che creano un effetto surrealista. L’artista dell’opera è Aristide Najean,  francese ma veneziano di adozione, dal 1985 a Murano per apprendere l’arte del vetro dai  grandi maestri vetrai.

Un omaggio a Venezia, alle sue realtà e ricchezze nascoste, fatte di persone, mestieri e antiche conoscenze.

Gli specchi

Fratelli Barbini

Il grande specchio all’ingresso e gli specchi nei bagni sono stati creati dai fratelli Barbini, storica famiglia di maestri vetrai muranesi sin dal 1570. Si deve a loro la sala degli specchi a Versailles.

i tappeti

Ara Starck

Nel dipingere i tappeti che ricoprono i pavimenti al primo piano, Ara Starck ha creato un complesso gioco nel quale le figure centrali si muovono in un mondo fantasmagorico come riflesso del nostro subconscio e un invito a sognare.

i serramenti

CAPOVILLA

I serramenti in legno sono stati restaurati dalla Falegnameria Capovilla che ne ha migliorato i dettagli costruttivi.